Tra i luoghi di culto più suggestivi della Penisola Sorrentina, la Chiesa della Madonna di Casarlano, conosciuta anche come Chiesa di Santa Maria di Casarlano, rappresenta uno dei principali punti di riferimento della devozione mariana a Sorrento. Situata nell’omonimo borgo collinare, custodisce un’antica immagine della Vergine venerata da secoli e legata alla storia religiosa del territorio.
Celebre per la solenne incoronazione della Madonna di Casarlano, avvenuta l’11 agosto 1946, la chiesa continua ancora oggi ad accogliere pellegrini, fedeli e visitatori, soprattutto durante i festeggiamenti dedicati all’Assunta, che ogni anno animano il quartiere di Casarlano nel mese di agosto. Grazie al suo patrimonio storico, artistico e spirituale, rappresenta una tappa ideale per chi desidera scoprire il volto più autentico di Sorrento, lontano dai percorsi turistici più conosciuti.
Dove si trova la Chiesa della Madonna di Casarlano
La Chiesa di Santa Maria di Casarlano si trova nell’antico borgo di Casarlano, sulle colline orientali di Sorrento, immersa tra agrumeti, uliveti e vigneti che caratterizzano il paesaggio rurale della Penisola Sorrentina.
La posizione panoramica rende questo luogo particolarmente affascinante: dalla chiesa si possono ammirare scorci sul Golfo di Napoli e sulle campagne circostanti, in un contesto che conserva ancora oggi il fascino della Sorrento più autentica.
Casarlano comprende anche gli antichi casali di Casola, Lavaturo e Baranica, sviluppatisi nel corso dei secoli attorno alla parrocchia.
Come raggiungere la chiesa
La chiesa è facilmente raggiungibile dal centro di Sorrento in pochi minuti d’auto oppure percorrendo le caratteristiche strade collinari che conducono verso Casarlano, meta apprezzata anche dagli amanti delle passeggiate panoramiche.
Le origini della chiesa
Secondo la tradizione, la chiesa venne costruita intorno al 1425, dopo il ritrovamento di un’antica immagine affrescata della Madonna.
Furono gli abitanti dei vicini casali di Casola, Lavaturo, Cesarano e Baranica a finanziare la costruzione dell’edificio attraverso offerte e lavoro volontario, dando vita a uno dei più importanti luoghi di culto mariano della città di Sorrento.
Il convento dei Domenicani
Nel 1497 il complesso fu affidato ai Padri Domenicani del convento di San Pietro Martire di Napoli, che vi rimasero fino al 1568, anno del trasferimento presso il convento di San Vincenzo.
La presenza dei Domenicani contribuì allo sviluppo religioso e culturale della comunità di Casarlano, rendendo il santuario un importante centro di pellegrinaggio della Penisola Sorrentina.
L'incoronazione della Madonna di Casarlano nel 1946
Uno dei momenti più importanti della storia della chiesa è rappresentato dalla solenne incoronazione della Madonna di Casarlano, avvenuta l’11 agosto 1946.
L’incoronazione fu concessa con decreto del Capitolo Vaticano, grazie all’impegno del parroco Monsignor Luigi Fiorentino, e venne celebrata dall’Arcivescovo di Sorrento Monsignor Carlo Serena, delegato della Santa Sede.
La Madonna di Casarlano divenne così la prima immagine mariana di Sorrento ad essere incoronata con decreto del Capitolo Vaticano, un riconoscimento che ne confermò il profondo valore religioso per tutta la comunità sorrentina.
Architettura e opere della chiesa
Nel corso dei secoli la chiesa ha subito diversi interventi di ampliamento e restauro.
L’attuale edificio presenta:
- una navata principale;
- tre altari dedicati rispettivamente alla Madonna di Casarlano, alla Madonna Immacolata e a San Valerio, antico vescovo di Sorrento;
- un elegante altare maggiore in marmo policromo;
- un presbiterio coperto da cupola;
- decorazioni rinascimentali e resti dell’antico convento domenicano.
L’attuale facciata risale al 1945, mentre il campanile è stato restaurato più volte nel corso della sua storia



La Festa della Madonna di Casarlano
Ogni anno, durante il mese di agosto, la comunità di Casarlano celebra la Festa della Madonna di Casarlano, dedicata all’Assunzione di Maria.
Le celebrazioni comprendono il programma religioso con novena, messe solenni e processioni, affiancato da momenti di aggregazione che coinvolgono residenti e visitatori, mantenendo viva una tradizione che rappresenta uno degli appuntamenti religiosi più sentiti della collina sorrentina.


