La Festa di Sant’Antonino Abate è una delle celebrazioni religiose e culturali più importanti della città di Sorrento, legata profondamente alla storia, alla fede e alla tradizione locale. Ogni anno il 14 febbraio, giorno in cui nel resto d’Italia si festeggia San Valentino, la comunità ricorda il patrono della città, Sorrento si anima di celebrazioni religiose, processioni e momenti di aggregazione popolare che richiamano fedeli, turisti e curiosi da tutta la Penisola Sorrentina.

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La statua dedicata al Patrono Sant'Antonino nella piazza omonima

Chi era Sant’Antonino Abate?

Sant’Antonino Abate, vissuto nel VII secolo, è venerato come patrono di Sorrento e compatrono dell’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia. Le sue reliquie sono custodite nella Basilica di Sant’Antonino, uno dei luoghi di culto più significativi della città, costruita sulle fondamenta di una chiesa antichissima che risale ai primi secoli del cristianesimo.

La figura del santo è circondata da numerose leggende popolari, tra cui quella del miracolo che lo vede protagonista nel salvataggio di un giovane inghiottito da una balena, simbolo della protezione che Sant’Antonino offre alla città e ai suoi abitanti.

Festa di Sant'Antonino a Sorrento

La festa principale di Sant’Antonino Abate cade ogni anno il 14 febbraio, giorno in cui la comunità di Sorrento celebra solennemente il santo con funzioni religiose, processioni e manifestazioni civiche. La ricorrenza rappresenta anche l’avvio simbolico della stagione turistica e sociale della città, con numerose attività locali che prendono avvio proprio in concomitanza con questi festeggiamenti.

Oltre alla data fissa di febbraio, esiste anche un’altra celebrazione legata al santo: la prima domenica di maggio si festeggia Sant’Antonino “dei Giardinieri”, una tradizione storica legata alla protezione dei raccolti e dell’agricoltura locale.

Le celebrazioni principali del 14 febbraio

La giornata festiva del 14 febbraio inizia molto presto: nella Basilica di Sant’Antonino si celebra una prima Messa nella cripta, dove sono custodite le spoglie del santo. Successivamente, a partire dalle ore 9:00 circa, l’antico simulacro d’argento di Sant’Antonino viene portato in processione lungo il centro storico di Sorrento, accompagnato da confraternite locali, autorità ecclesiastiche e cittadini devoti.

La processione, un rito di grande valore simbolico, culmina con una solenne Messa celebrata al rientro in Basilica. Nella giornata si possono vedere migliaia di persone affollare il centro storico, tra visite alla cripta, luminarie, bancarelle e momenti di festa civile.

Oltre alle celebrazioni religiose, Sorrento vive la festa del suo patrono anche attraverso momenti di aggregazione popolare e manifestazioni civiche

Come vivere la festa del patrono

Per chi visita Sorrento nel periodo della festa di Sant’Antonino Abate, il 14 febbraio rappresenta un’occasione unica per:

  • assistere alla processione del simulacro storico
  • partecipare alle celebrazioni religiose e alle Messe solenni
  • scoprire tradizioni locali e folklore cittadino
  • vivere l’atmosfera festiva nel centro storico con bancarelle, luminarie e incontri popolari

Il culto di Sant’Antonino è un esempio di come la fede, la storia e la cultura si intreccino profondamente nella vita quotidiana di Sorrento, rendendo questa festa non solo un evento religioso, ma anche un patrimonio identitario della comunità locale.

Curiosità sulla Processione della festa di Sant'Antonino a Sorrento

La Processione si svolge al mattino per tenere fede all’antichissimo principio secondo il quale le processioni non andavano fatte di sera a causa della scarsità di luce.

Un’altra curiosità è legata alla presenza del Vescovo nel corteo religioso: l’autorità ecclesiastica infatti non parte dalla Basilica, ma dalla Cattedrale e lì aspetta che la processione arrivi per scortarlo in Basilica dove si terrà la solenne Messa conclusiva.

Leggende su Sant'Antonino​ a Sorrento

Esistono numerosi aneddoti e racconti legati a Sant’Antonino.

Una curiosità riguarda il simulacro del Santo: quello che oggi si porta in processione è la seconda statua di Sant’Antonino, realizzata immediatamente dopo la terribile incursione del 13 giugno 1558 ad opera dei Turchi.

L’originaria e antichissima effige venne trafugata da quest’ultimi.

I Sorrentini, rimasero devastati da tale furto, ma decisi nel realizzarne una nuova. Tuttavia, non avevano il denaro necessario per commissionarne un’altra.

Ecco che avvenne il miracolo: si presentò un vecchio signore al cospetto dell’orafo napoletano con la somma necessaria per pagare la nuova statua. 

Solo dopo, venne identificato come Sant’Antonino. E questo è solo uno dei tanti miti, racconti e miracoli legati alla vita del Santo.

Sant'Antonino e la Balena

Il più famoso è sicuramente quello del prodigioso salvataggio di un ragazzino da una balena. 

Si racconta che un giorno un fanciullo che giocava sulla spiaggia di Sorrento venne inghiottito vivo, appunto, da una balena.

La mamma disperata chiese aiuto a Sant’Antonino il quale si recò sulla spiaggia ed intimò ai pescatori presenti di cercare il cetaceo e di condurlo in sua presenza. 

Quando ciò avvenne, la balena fu letteralmente sventrata e il ragazzo uscì sano e salvo.

Sant'Antonino ad Arola

La frazione di Arola, custodisce una profonda devozione a Sant’Antonino Abate. In particolare, questa frazione sorge su un pianoro naturale dominato a nord-est dal Monte Comune, mentre a sud il rivo Lavinola e la Croce del Monaco ne segnano il confine con il Comune di Piano di Sorrento. 

Fin dall’antichità, Arola è conosciuta per l’aria salubre, la presenza di acque sorgive e la fertilità del territorio agricolo, elementi che hanno favorito lo sviluppo di una comunità legata al mare, all’agricoltura e alla lavorazione dei prodotti caseari.

Le Leggende di Sant’Antonino ad Arola

Sant’Antonino e la profezia dell’acqua

Secondo una leggenda tramandata da secoli nella tradizione orale locale, Sant’Antonino, durante un viaggio tra i monti della Penisola Sorrentina per sfuggire alle persecuzioni dei vandali, si fermò proprio ad Arola in un periodo di grave siccità. Assetato, il santo chiese acqua agli abitanti del luogo, senza successo, finché una anziana del casale gli offrì spontaneamente ciò che aveva. Colpito dal gesto di generosità, Sant’Antonino pronunciò una profezia destinata a segnare per sempre il territorio:
“Dovunque scaverete, acqua troverete”.
Ancora oggi, la persistente presenza di sorgenti nella zona è considerata una testimonianza tangibile di questa profezia, rafforzando il legame tra il santo e la comunità.

La Chiesa di Sant’Antonino ad Arola

Il cuore della devozione religiosa di Arola è rappresentato dalla Chiesa parrocchiale di Sant’Antonino, costruita su un pianoro dove un tempo sorgevano due grandi querce, oggi ricordate da un piccolo monumento voluto dagli abitanti. La chiesa, dotata di sette altari di pregevole fattura, è amministrata da una società laicale e fu consacrata il 6 dicembre 1786 dal vescovo di Vico Equense Paolino Pace. Ancora oggi rappresenta un importante punto di riferimento spirituale per i fedeli della frazione.

L’ex Convento Camaldolese di Arola

A completare il patrimonio culturale e religioso della zona vi è l’ex Convento Camaldolese del XVII secolo, situato sulla collina di Astapiana, ad Arola. Il complesso costituisce un interessante esempio di architettura religiosa e offre, dal piazzale antistante, una vista panoramica su Sorrento e sull’intera Penisola Sorrentina. L’accesso avviene passando sotto una torre del Seicento restaurata, ulteriore testimonianza storica del territorio.

La processione di Arola

A differenza di quella di Sorrento, la processione di Arola del 14 febbraio, parte alle 15 di pomeriggio. La processione è accompagnata da un corteo di donne e bambine vestite da contadine che reggono un’anfora di terracotta tra le mani, per simboleggiare la vecchietta che nella leggenda diede da bere al Santo.

Domande frequenti sulla festa di Sant'Antonino

Quando si festeggia Sant’Antonino a Sorrento?
Sant’Antonino Abate, patrono di Sorrento, si festeggia ogni anno il 14 febbraio con celebrazioni religiose e una solenne processione nel centro storico.

Chi è il patrono di Sorrento?
Il patrono di Sorrento è Sant’Antonino Abate, monaco vissuto nel VII secolo e venerato come protettore della città.

Dove si trovano le reliquie di Sant’Antonino?
Le reliquie di Sant’Antonino sono custodite nella Basilica a lui dedicata, nel cuore del centro storico di Sorrento.

C’è una processione per Sant’Antonino?
Sì, il 14 febbraio il simulacro d’argento del santo viene portato in processione per le strade di Sorrento.

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